L'eremo del credente: meditazioni sul confine.

Spigolature di dottrina e storia islamica,
appunti di politica e cultura,
tra le Alpi e le Piramidi,
tra culto e coltivazione.

L'ascolto del Libro di Dio

"A colui che ascolta un versetto del Libro di Dio
sarà attribuito un merito moltiplicato,
e per colui che Ne recita un versetto,
esso costituirà una luce
nel Giorno della Resurrezione."


"Quando si recita il Qur'ān,
ascoltatelo con attenzione e restate in silenzio:
forse vi sarà fatta misericordia."

(al-'A°rāf: 204)

Gli orari del culto quotidiano

"La preghiera è, per i credenti, una prescrizione
da osservare regolarmente in tempi determinati."

((an-Nisā': 103))

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nel Nome d'Iddio
l'Onnimisericordioso
il Clementissimo

La devozione
non consiste nel volgere i volti
verso l'oriente o l'occidente.

Devoto
è colui che crede in Dio e nel Giorno Ultimo,
negli angeli,
nel Libro e nei profeti;
colui che dà del proprio,
nel Suo Amore,
ai parenti, agli orfani, ai poveri,
ai viandanti, ai mendicanti
e per liberare gli schiavi;
colui che s'accosta alla preghiera
e purifica i propri beni
nell'elargizione.

E quelli che mantengono gli impegni presi,
quelli che sono pazienti
nelle avversità, nella malattia,
nel momento dello sconforto.
Ecco coloro che sono veritieri,
ecco i devoti.

O Eterno,
chi potrà dimorare
nella Tua tenda,
chi potrà abitare
sul Tuo santo monte?

Colui che procede integro
e opera con giustizia,
che dice la verità che è nel suo cuore,
non calunnia con la sua lingua,
né fa male contro il suo prossimo
o getta infamia con le proprie azioni
contro il suo vicino.

Ai suoi occhi
il malvagio è spregevole,
mentre onora
coloro che temono l'Eterno.
Non ritratta
anche se ha giurato
a proprio danno.
Egli non dà in usura il proprio denaro
né accetta doni di corruzione
contro l'innocente;
Chi si comporta così
non vacillerà mai.

E' solo per il Signore
che l'anima mia attende
silenziosa;
da Lui soltanto
può venire la mia salvezza.
Lui solo
è mia roccia e mia salvezza,
Lui è la mia fortezza:
non vacillerò mai tanto!

Fino a quando voi
complotterete slealmente
contro l'uomo?
Possiate tutti voi
essere abbattuti
come muro pericolante
o recinto inclinato.
Solo a causa della loro alterigia
essi tramano per farmi cadere;
amano raccontar menzogna.
Benedicono con la bocca
e maledicono col cuore.

Però l'anima mia attende
silenziosa
il Signore soltanto
perchè è da Lui
che sgorga la mia speranza.
Lui solo
è mia roccia e mia salvezza,
Lui è la mia fortezza:
non vacillerò!
Dal Signore dipende
la mia salvezza e la mia gloria,
la roccia del mio vigore:
il mio rifugio è nel Signore!

Abbiate fede in Lui,
in qualsiasi momento, oh popolo,
aprite il vostro cuore di fronte a Lui!
Il Signore è per noi un rifugio per sempre.
Nient'altro che vanità fidarsi degli esseri umani
e gli uomini di alto rango son menzogneri!
Messi sulla bilancia s'alzan leggeri:
tutti insieme pesano meno del nulla.
No, non affidatevi alla violenza,
né sperate vanamente
nelle rapine!
Anche quando le ricchezze
dovessero prosperare
non attribuitegli importanza!

Una volta parlò il Signore,
due volte L'ascoltai:
la Potenza appartiene a Dio
e Tuo, o mio Signore,
è l'Amore;
Tu rendi a ciascuno
secondo le sue opere.

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giovedì, 08 gennaio 2009
Preghiere, chiacchiere e bandiere

Le manifestazioni di sabato scorso, in solidarietà alla popolazione di Gaza, hanno destato scalpore. Secondo alcune stime, nella sola città di Milano sono state circa 10mila le persone che hanno aderito all'iniziativa; in diverse città d'Italia, come nelle maggiori città europee, in tutti i Paesi musulmani e perfino in Australia, le proteste contro i bombardamenti israeliani sono state straordinariamente imponenti e partecipate. Cittadini di ogni origine e fede, pure con una netta preponderanza di arabi e di musulmani, hanno espresso con eccezionale chiarezza un dissenso condiviso, come di rado è avvenuto prima d'ora.

Le polemiche di maniera sui roghi di bandiere malcelano proprio lo stupore ed il disorientamento per una mobilitazione che ha raggiunto dimensioni inaspettate.
Le 3 (tre) bandiere israeliane bruciate a Milano nell'ambito di una manifestazione di almeno 10mila (diecimila) persone hanno perciò riscosso un biasimo maggiore ed una condanna più sollecita di quelli suscitati dai ripetuti vilipendi al Tricolore, da parte di un ministro della Repubblica. Ancora una volta, in barba ad ogni parvenza di deontologia, i media hanno giudiziosamente raccontato delle bandiere bruciate e dei cori insultanti, tacendo scrupolosamente l'allontanamento e la censura dei facinorosi da ampi spezzoni del corteo, nonché l'entusiasta interpretazione dell'inno nazionale e dei cori partigiani da parte dei più giovani manifestanti.

Bandiere (non) bruciate alla manifestazione di sabato scorso, a Milano

Perfino le preghiere celebrate nelle piazze, al termine delle manifestazioni di Milano e di Bologna, sono state ridotte ad una benvenuta opportunità di polemica, ad un insperato elemento di distrazione dal senso e dagli obiettivi della protesta popolare. A fronte di un'applicazione pressoché letterale dell'articolo 19 della Costituzione, si è così potuto parlare, invece, di "mancanza di sensibilità", di "provocazione" e di "offesa", denunciando addirittura - e falsamente - la costrizione di chiusura del Duomo, da parte dei fedeli musulmani.
Lo stesso "turbamento" delle gerarchie cattoliche - che pure oggi hanno coraggiosamente preso posizione contro la politica di Israele nella Striscia di Gaza - tradisce una sorprendente incomprensione, ed una preoccupante soggiacenza alle esigenze della polemica politica. E' necessario chiarire che, quando un credente prega in un certo luogo, ne sta implicitamente testimoniando la purezza e la dignità, assolvendo a ciò che è dunque l'esatto contrario di una mancanza di rispetto? Dopo più di 1400 (millequattrocento) anni di preghiere quotidiane all'ora del tramonto - salawatul-maghrib, pressoché contemporanee alla corrispettive salmodie ebraiche, ed ai vespri cristiani - è ancora necessario spiegarsi, e proprio tra credenti, perchè ci si sia inginocchiati, e proprio in quel momento, per pregare, ancora una volta, Iddio Altissimo?
Al di là di qualsiasi speculazione dietrologica, era semplicemente l'ora della preghiera:
un momento di raccoglimento collettivo, forse antropologicamente incomprensibile all'affollato brulichio dei saldi di fine stagione, i cui sacchetti e sacchettini rappresentavano delle armi improprie assai più temibili di qualsiasi invocazione coranica.

Coloro che, politici e giornalisti, si sono affrettati a stigmatizzare queste "aberranti manifestazioni di odio", hanno piuttosto intuito il cambiamento di uno scenario. Coloro che, pur protestando le loro "radici giudaico-cristiane", additano sprezzantemente degli uomini in preghiera, hanno piuttosto avvertito la loro spaesata ipocrisia.
Oggi l'osceno massacro dei palestinesi di Gaza non può più passare sotto silenzio; in Italia, come nel mondo, la denuncia è più alta e più forte di quanto i media nazionali siano disposti a riconoscere. Oggi una parte crescente della comunità islamica è disposta ad uscire dai garage polverosi e dalle cantine umide in cui è tuttora costretta; la paura sta perdendo il suo ascendente, la sua influenza sulle persone. Oggi telefonini, macchine e videogiochi non sono più un freno sufficiente ad inibire l'indignazione.

Oggi l'indignazione sta diventando un elemento di consapevolezza collettiva, che non è più possibile ignorare. Dovrà crescere e maturare, ma domani non invocherà soltanto sanzioni per Israele e giustizia per la Palestina; domani, invece, saranno le disumane condizioni del lavoro nero, l'indegno trattamento burocratico per i propri legittimi documenti, l'inaccettabile concentrazione carceraria degl'immigrati clandestini - saranno queste ed altre istanze civili ad animare le vie del centro di Milano e delle città italiane. Domani sarà la dignità di ogni uomo ad essere invocata, e sarà il suo sistematico sacrificio alla ragion politica ad essere biasimato e condannato.
E' questo che politici e giornalisti cominciano a capire, a temere giorno per giorno di più.

Fedeli musulmani celebrano l'adorazione rituale del tramonto in piazza Duomo, a Milano

Postato da: abdannur a 11:31 | link | commenti (11)
italia, palestina, milano, post in evidenza, divagazioni politiche, cristiani e musulmani, comunità islamica italiana


Commenti
#1    09 Gennaio 2009 - 18:53
 
Chapeau.
Un articolo splendido. Complimenti per questo blog veramente ben fatto!

Salam,
Talib
utente anonimo

#2    10 Gennaio 2009 - 02:56
 
machAllah grazie per tutto quello che fai!! grazie di cuore gabriele
utente anonimo

#3    10 Gennaio 2009 - 23:11
 
JAZAKA ALLAH KHAIRA AL JAZAA...

ANCORA GRAZIE FRATELLE IBRAHIM...

PROVO A SCRIVERE QUALCOSA...MA

MA LE DICO IN 2 PAROLE... ALLAHO AKBAR
utente anonimo

#4    11 Gennaio 2009 - 14:57
 
Anche la piccola manifestazione di Aosta si è conclusa con una preghiera. Non era quella in ginocchio, ma - pur non capendo una parola di arabo - ho riconosciuto le forme e le cadenze del rito e mi ha fatto pensare il fatto che, dopotutto, siamo tutti così simili, anche nelle manifestazioni culturali di mondi propagandati come diversi, anzi, contrapposti... Mi ha sorpreso (piacevolmente) anche l'iniziativa femminile nel guidare alcuni slogan e (credo) preghiere. Penso che le comunità islamiche siano una ricchezza per questo occidente così indifferente a ciò che accade nel mondo e penso che dovremmo aumentare le occasioni di confronto, anche nella festa.
Mario
utente anonimo

#5    12 Gennaio 2009 - 11:23
 
salam aleikom.....
complimenti...mashaallah veramente..mi piace tanto l articolo che hai scritto...jazaka allahu khairan...mi piace sopratutto il fatto che hai scritto: "era semplicemente l ora della preghiera"
cn qste due parole secondo me hai spiegato tutto......
continua sempre cosi....
un saluto da roma..
utente anonimo

#6    13 Gennaio 2009 - 07:33
 
Questo sì che è un post eccellente!

L'ho segnalato sul mio blog.

Miguel Martinez
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kelebek

#7    13 Gennaio 2009 - 11:00
 
Complimenti.
o.t.
voterò per te
utente anonimo

#8    13 Gennaio 2009 - 18:16
 
Ascolta, Israele! di Stefano Sarfati NahmadHai fatto una strage di bambini e hai dato la colpa ai loro genitori dicendo che li hanno usati come scudi. Non so pensare a nulla di più infame. A distanza di una generazione in nome di ciò che hai subito, hai fatto lo stesso ad altri: li hai chiusi ermeticamente in un territorio, e hai iniziato ad ammazzarli con le armi più sofisticate, carri armati indistruttibili, elicotteri avveniristici, rischiarando di notte il cielo come se fosse giorno, per colpirli meglio. Ma 688 morti palestinesi e 4 israeliani non sono una vittoria, sono una sconfitta per te e per l'umanità intera. Io non rinnego la mia storia, la storia della mia famiglia, che è passata dalla Shoah. Però rinnego te, lo Stato di Israele, perché hai creduto di poter far valere il credito della Shoah per liberarti del popolo palestinese e occupare la sua terra. Ma non è così che vanno le cose, non è così la vita. Il popolo di Israele deve vivere di vita propria e non vivere della morte altrui. continua qu
ihttp://sacerdotisposati.splinder.com/post/19544264/Ascolta,+ascola+Israele!
utente anonimo

#9    25 Gennaio 2009 - 14:23
 
Posto molto intelligente. Col tuo permesso lo citerei in un'altra discussione.
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#10    25 Gennaio 2009 - 15:03
 
Carissimo, questo piccolo appunto è a disposizione di tutti, naturalmente. Se Dio vuole, visti i recenti sviluppi della questione, dovrò presto tornare sull'argomento.
Un saluto di Pace.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente abdannur

#11    27 Gennaio 2009 - 17:47
 
semplicemente: Grazie!
Un caro saluto
kim
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kim189

Commenti